Di Manuela Sandri

Il rapporto simbiotico fra corpo e natura, fra segno e oggetto,  fra l ‘ artista e la sua terra, la Sicilia

Riportano con la mente al contesto degli anni 60, e’ impossibile non vedere le citazioni  di ” le grand blue ” di Yves Klein, l’artista francese noto per i suoi “Monocromi” e per il “suo” Blu, e per le sue performance, dove modelle intrise di colore blu venivano fatte rotolare su un tessuto steso a terra in plateali performance pubbliche piene zeppe di gente e di fotografi.

Anche Glenda Costa, come  Klein ha un rapporto viscerale con i colori – usa pigmenti puri.

Ma il rapporto di Glenda  con il colore e il suo corpo e’ piu’ intimo e non demandato a terzi soggetti.

Glenda Costa usa il suo corpo e anche I “corpi” della natura : fiori, foglie, piante , papiri, pesci, fichi d India, etc.

come se fossero caratteri di Gutemberg, creando una sorta di scrittura primordiale. 

Come I bambini quando si divertono a dipingersi le mani e lasciare impronte, nella fase di creazione della propria identita’,

Glenda mette in moto istinti antichissimi rintracciabili  anche nell arte muraria primitiva.

Il colore e il suo impiego diventano anche per Glenda una ricerca di stile e un modello filosofico.

L artista considera e tratta la natura, la cultura e l’essere umano come delle entità connesse e indivisibili, e le tele e la fotografia  come mezzo per esprimere tali connessioni.

Il punto di partenza di questa riflessione e’ molto pratico, : il tema del rapporto con la Natura era stato toccato solo marginalmente dall’arte del Novecento e mai come oggi si sente l esigenza di riappropiarsi di una natura benigna  che tutti i media ci propongono invece solo come come NATURA/ MADRE maligna e MATRIGNA generativa di  catastrofi. Alluvioni,  inondazioni, scioglimento dei ghiacci, innalzamento delle temperature… (causate naturalmente dallo sfruttamento scriteriato dell uomo).

Ma e’ nella Natura della donna e dell essere umano sentire e desiderare che la MADRE TERRA lo nutra e lo rappresenti.

Un passo indietro nella storia: “tutta l’arte del Novecento”, è un’arte che si è sviluppata in atelier, in un contesto urbano, in una dimensione completamente cittadina,  ed è solo negli anni ’60 che si sviluppa l’idea di un ritorno alla natura e ad una visione delle cose molto più aperta e meno vincolata all’idea di  progresso dell’opera d’arte.

Questo ritorno presupponeva anche un nuovo metodo di lavoro: l’opera d’arte non era più un oggetto staccato dal contesto, ma diventava parte stessa del contesto,

e la materia non più solo un mezzo, ma oggetto stesso della riflessione dell’artista.

Il rapporto tra natura e cultura è, del resto, centrale non solo per Glenda Costa ma per tutti gli artisti che animarono il movimento dell’Arte Povera, 

“povera”, secondo il termine coniato nel 1967 dal critico d’arte Germano Celant, a Torino, dove Glenda stessa ha abitato.

L arte povera presuppone una atteggiamento inteso non soltanto come pratica artistica, ma anche nel senso letterale del modo di comportarsi,  che “predilige l’essenzialità dell informazione,  che non dialoga né col sistema sociale, né con quello culturale/ artistico,  che aspira a presentarsi improvviso, inatteso rispetto alle aspettative convenzionali,

E’ un vivere asistemico, in un mondo in cui il sistema è tutto.

Essendo quello dell’arte povera un approccio anticonvenzionale, tali sono anche i materiali: che diventano quindi “poveri”.

Foglie, fiori, papiri, polipi, pesci, il famoso pesce spada, sono tutti elementi che Glenda trova in natura e che caratterizzano fortemente l identita’ della sua terra di origine,  la Sicilia,  e quindi la sua natura come di persona. 

Qui La terra e’ Intesa  come terra madre, come terra che nutre e che ha dato I natali..non una terra qualsiasi, non una natura Intesa come pianeta terra, ma una natura Intesa come la la propria terra, la propria identita’, le proprie radici.

Glenda tratta questi elementi: fiori,  foglie,  papiri , pesci,  come pennelli. Intrusi di colore monocromo blu, rosso, nero,

Imprime le loro forme le loro reminiscenze su una tela per fissarne l essenza. 

L aspetto decorativo e’ pure molto importante, ma e’ uno step successivo, e coinvolge una parte meno viscerale ma uguslmente importante per l artista, che nasce come designer di moda.

Allo stesso modo tratta  il suo corpo, come un mezzo  per imprimere una forma ,  natura in mezzo alla natura.